Riflessioni dal Nord Est. Ritorna in auge il disegno che fu del doroteo Bisaglia?

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Lautore fa leva sulla considerazione che identifica nel successo del centrodestra nel Nord Est la persuasività di una proposta leghista in forte sintonia con lantica tradizione bianca, da cui il leader doroteo veneto, Antonio Bisaglia, faceva discendere lipotesi di un partito autonomo federato con la Dc, sulla falsariga della bavarese Csu. Unopinione che accogliamo nello spirito di dialogo che caratterizza la linea editoriale Il Domani dItalia”.

Lastensione è stata ovunque ampia e diffusa. Più forte nei centri città, a Milano e a Bologna, e assai più consistente nelle periferie, come a Roma. Lastensionismo lo paga soprattutto il M5S che, non solo perde i suoi sindaci, ma è decisivo solo in accoppiata col PD a sinistra. Dalle urne delle amministrative emergono due netti vincitori: il PD di Letta e Fratelli dItalia della Meloni che si annunciano come i poli di riferimento essenziali a sinistra e a destra della politica italiana. Netta la sconfitta di Salvini e della sua idea del partito leghista che, invece, nel Nord Est fa il pieno di voti nei comuni delle regioni guidate da Zaia e da Fedriga.

Sarà importante analizzare la composizione sociale e culturale del quasi 50% dei renitenti al voto che, a una prima superficiale lettura, sembrerebbe attecchire nelle due fasce intermedie dei diversamente tutelatie del terzo stato produttivo, escludendo castae quarto Non stato, sempre attenti a tutelare i loro interessi le loro condizioni di privilegio palesi e occulte.

 

È una battuta darresto oggettiva e clamorosa per il populismo, mentre appare evidente lassenza di un centro politico democratico e popolare senza il quale la polarizzazione premia i due partiti di più antico insediamento territoriale e dalle strutture organizzative consolidate.

Servirà anche decifrare lorientamento del voto giovanile; di quei giovani, cioè, che pochi giorni prima del voto avevano riempito le piazze e le strade italiane per le battaglie ambientaliste, assai più disponibili alle logiche dei movimenti che a quelle dei partiti. Eppure il problema di questa caduta della partecipazione elettorale in sede locale, là dove si costruisce il consenso sui temi e i bisogni specifici dei cittadini, dovrebbe far riflettere sulla crisi della nostra democrazia. Una crisi che, in larga parte, si accompagna a quella più generale e profonda dei partiti per i quali, oggi ancor più di ieri, simpone lapplicazione non più rinviabile dellart 49 della Costituzione.

 

Venendo alla nostra area di riferimento sociale, culturale e politico, dobbiamo onestamente riflettere sulleterogeneità e improvvisazione della nostra partecipazione nei diversi ambienti territoriali, nei quali scontiamo gli effetti devastanti della persistente diaspora che continua a impedire quella ricomposizione politica di cui la politica italiana avrebbe necessità.

 

Tranne alcuni casi molto isolati nei quali, la DC o la Federazione Popolare dei DC, sono riusciti a presentare, per la verità senza molto successo, liste autonome, sono prevalse le scelte a destra dellUDC che continua a sostenere una politica, forse opportuna e utile per la sopravvivenza dei soliti noti, ma che impedisce la formazione di un centro democratico e popolare, liberale e riformista, europeista e trans-nazionale, inserito a pieno titolo nel PPE, alternativo alla destra nazionalista e populista e alla sinistra senza identità.

 

Vedremo come saranno interpretati i risultati dai partiti presenti nel Parlamento italiano, in base alla valutazione dei quali dipenderà la decisione sulla legge elettorale da adottare alle prossime elezioni politiche. Credo che, sulla base del voto amministrativo, nonostante le spinte al voto di Giorgia Meloni, difficilmente si avranno elezioni anticipate e, dunque, il governo Draghi dovrebbe durare sino alla scadenza della legislatura.

 

Se a livello nazionale la linea ondivaga di lotta e di governo di Salvini è stata sconfitta, trionfante è invece stata, dove ha prevalso, come in Friuli e nel Veneto, quella dei governatori del Nord Est. Da Pordenone a Chioggia a Montebelluna, infatti, il centrodestra conquista tutti i principali comuni veneto friulani in cui si è votato. Qui domina la Lega di Zaia e Fedriga con una base sociale e culturale dalle antiche radici bianche. Il vecchio disegno bisagliano di una CSU del Nord potrebbe, dunque, essere ripreso. La crisi di una sinistra senza identità in queste realtà impone una seria analisi da parte di quanti come noi si riconoscono nella tradizione e nella cultura politica dei cattolici democratici e cristiano sociali, al fine di riprendere i ragionamenti nel punto in cui li abbiamo interrotti con Toni Bisaglia, alla vigilia della sua scomparsa e della fine politica della Democrazia Cristiana.

La nostra ricomposizione politica prima e, insieme, lapertura con quanti intendono collegarsi allesperienza più ampia del Partito Popolare Europeo, sono gli obiettivi da perseguire con forte determinazione.