Riflessioni

Da alcuni lustri, i governi nazionali che si sono avvicendati hanno dimostrato di dedicarsi più a politiche di corto respiro, con l'assunzione di provvedimenti legislativi mirati a esigenze contingenti, senza mai assumere determinazioni per lo sviluppo economico, sociale e culturale.

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Assisto a situazioni poco positive che coinvolgono il nostro Paese, che mi provocano apprensione e uno stato d’animo carico di tristezza. Sia ben chiaro che le mie preoccupazioni non afferiscono ai partiti o ai movimenti dell’uno o l’altro schieramento politico sia esso di governo o di opposizione. Perché la questione è ben più profonda in quanto riguarda la condizione generale della società italiana che oggi preoccupa, più di sempre, per il suo futuro e forse non ce ne stiamo rendendo sufficientemente conto. Infatti nulla funziona come dovrebbe: sicurezza, lavoro, politiche socio-sanitarie, economia e previdenza sono temi sensibili per i cittadini che vedono prospettive nebulose per l’assenza di una politica lungimirante, chiara, competente e ponderata.
Da alcuni lustri, i governi nazionali che si sono avvicendati hanno dimostrato di dedicarsi più a politiche di corto respiro, con l’assunzione di provvedimenti legislativi mirati a esigenze contingenti, senza mai assumere determinazioni per lo sviluppo economico, sociale e culturale. Hanno cioè preferito guardare agli interessi elettorali immediati piuttosto che a una politica intelligente che creasse condizioni per la crescita di tutta la società.
Ancor peggio è sorto un impensabile populismo che non ha risolto alcunché, anzi ha inasprito il conflitto già presente in molti strati sociali. E, una delle ragioni di questa irritazione, per il momento sopita, ma non ancora per molto, sono le politiche per i migranti. È mai possibile che il nostro Paese si sia scordato di essere stato nella storia dei tempi, un popolo solidale che ha saputo con intelligenza portare avanti politiche d’integrazione dimostrando capacità di mediazione e di equilibrio con gli altri Stati europei e del mediterraneo? Oggi sembra che tutto ciò non ci sia mai stato, che si preferisca una politica muscolare a costo di mettersi contro tutto e tutti, dimenticandosi che avere il mondo contro non aiuta la crescita ma, semmai, la seppellisce definitivamente.
Non bastasse questo, anche il livello di conflittualità che si sta manifestando nella compagine dell’attuale governo, contribuisce a rendere difficile e incandescente il clima politico.
Si assiste solo a continue beghe tra le forze politiche di governo con una opposizione dormiente, incapace di rappresentare se stessa o, peggio, di proporre schemi progettuali intelligenti per dare corpo a una speranza di alternanza.
Non ci siamo, questo tipo di conduzione delle politiche del nostro Paese ci porterà presto allo sfascio. Ci meritiamo che il nostro Paese venga tutelato e salvaguardato con progettualità socio-economiche lungimiranti per rilanciarlo dando fiducia e serenità alle nuove generazioni assicurando loro quel lavoro che oggi sembra essersi fortemente indebolito. Mi piace pensare che non sia troppo tardi e che la cultura e il genio che hanno contraddistinto la nostra nazione nel passato possano ritrovare il modo di esprimersi. Certo è che non è più possibile perdere tempo.