Rispetto per tutti bambini

Non vorremmo che il caso di Lodi diventasse un esempio da imitare. Anzi, sin da ora si dovrebbe provvedere a censurare quegli amministratori locali che hanno assunto tale decisione.

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Nell’immaginario collettivo che ci dovesse essere maggiore attenzione nei confronti dei migranti che sbarcano nelle coste italiane, è indubbio. In tal senso bisogna riconoscere che il Governo in carica ha svolto più dei precedenti una politica finalizzata a ridurre e controllare il fenomeno; se non altro ha posto la questione all’Unione europea perché anch’essa si ponesse il problema, in particolare perché anche gli altri Paese si facessero carico di quota parte dei migranti. Il Ministro degli Interni, Matteo Salvini, si è prodigato molto per rassicurare l’opinione pubblica sulla capacità del governo di porre un argine al fenomeno pur distorcendo la realtà effettiva del fenomeno. Insomma a volte ha dato l’impressione che l’unico problema dell’Italia fossero i migranti e non altri come la crescita, il lavoro e così via dicendo.

Questo atteggiamento assunto dal livello governativo nazionale ha riverberato i suoi effetti anche a livello periferico coinvolgendo persino le politiche di certe amministrazioni comunali. È di questi giorni la notizia che il Comune di Lodi, nel ricco nord, ha messo in atto una discriminazione fastidiosa quanto vergognosa che riguarda i bambini. Succede che l’amministrazione comunale ha assunto una deliberazione con la quale stabilisce che l’accesso alle tariffe agevolate per la mensa e il trasporto scolastico sono riservate a coloro che presentano determinati documenti attestanti la loro condizione economica e non accettando autocertificazioni per gli stranieri. Fatto sta che la documentazione è richiesta anche ai figli dei migranti ancorché nati in Italia, per i quali all’80% dei casi è impossibile recuperarla perché andrebbe cercata nei catasti dei vari Paesi di origine, operazioni impraticabili  e costose che sarebbero tra l’altro da ripetere ogni  anno.

Il risultato di tale obbligo è l’esclusione dai servizi scolastici di quasi tutti i bambini figli dei migranti. Questa discriminazione è inaccettabile. Le linee guide del Ministero dell’Istruzione e il buon senso, affermano che i minori stranieri sono innanzitutto persone e in quanto tali hanno diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. Ad essi deve essere garantito il diritto universale alla istruzione. Non vorremmo che il caso di Lodi diventasse un esempio da imitare. Anzi, sin da ora si dovrebbe provvedere a censurare quegli amministratori locali che hanno assunto tale decisione. L’impegno deve essere quello di assicurare l’integrazione di questi bambini affinché possano sentirsi cittadini italiani al pari dei loro coetanei, che possano sperimentare fin da subito gli stessi diritti e gli stessi doveri. Fare una politica come quella del Comune di Lori che distingue il trattamento scolastico dei bambini italiani da quelli stranieri ancorché nati in Italia, non farà altro che instillare in loro il germe della discriminazione razziale a scapito del rispetto reciproco tra studenti e tra famiglie e del riconoscimento delle differenze come elemento di ricchezza culturale. Non da ultimo i bambini di oggi saranno le nuove generazioni di cittadini per la cui educazione  è indispensabile oggi prestare il massimo dell’attenzione.