Sanità regionale promossa a metà

Il 60% delle Regioni non garantirebbe i Livelli essenziali di assistenza (Lea), il che tradotto vuol dire ben 12 Regioni su 21.

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Le Regioni top secondo i nuovi dati sarebbero: il Piemonte, seguito da Lombardia, Trento, Veneto, Liguria, E. Romagna, Toscana, Umbria e Marche.

Tra le regioni vicine alla sufficienza ci sono Friuli Venezia Giulia (che non raggiunge la sufficienza solo sull’attività di prevenzione), il Lazio (insufficiente solo nell’attività distrettuale). Scendendo la graduatoria troviamo poi l’Abruzzo (appena sotto la sufficienza per l’attività distrettuale e ospedaliera), cui segue la Puglia (che è appena sotto la sufficienza in tutte e tre le aree).

A seguire poi c’è un altro sottogruppo di 3 regioni che si collocano tra il 4 e il 5 come valutazione complessiva e parliamo di Basilicata, Calabria (che nella griglia Lea 2016 era invece penultima) e Sicilia.

Infine ci sono le 5 peggiori che hanno dati con dati più negativi soprattutto  per l’assistenza territoriale con punteggi molto bassi: Valle d’Aosta e Pa Bolzano (sufficienti entrambe solo per l’ospedaliera), Molise e Sardegna (sufficienti solo per la prevenzione) e infine la Campania che non riesce a conquistare la sufficienza in nessuna delle tre aree.

Altro fattore che emerge è quello che vede la maggioranza di insufficienze nell’area distrettuale andando a confermare il problema cronico della carenza dell’assistenza territoriale.

Va un po’ meglio per la prevenzione mentre l’attività ospedaliera appare quella meno in crisi con i dati di perforance generalmente più alti.