Santa Maria Maggiore, la Basilica “nata” da una nevicata d’agosto. Uno schizzo storiografico di “Famiglia Cristiana”.

Sorge sul Colle Esquilino di Roma ed è considerato il più antico santuario mariano d'Occidente. Secondo la leggenda la Madonna stessa, apparendo nella notte del 5 agosto del 352 a Papa Liberio e a un patrizio romano, li avrebbe invitati a costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve che cadde copiosa in piena estate.

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La Basilica patriarcale maggiore arcipretale di Santa Maria Maggiore, conosciuta semplicemente con il nome di “Basilica di Santa Maria Maggiore”, è una delle quattro basiliche papali di Roma. Collocata sulla sommità del colle Esquilino, è la sola ad aver conservato la primitiva struttura paleocristiana, sia pure arricchita da successive aggiunte. L’arciprete della basilica è il cardinale Santos Abril y Castelló, mentre il protocanonico onorario è di diritto il re di Spagna. Considerata il più antico santuario mariano d’Occidente, fu eretta, sul precedente edificio liberiano che era un tempio pagano, da papa Sisto III (432-440) dedicandola a Dio e intitolandola alla Vergine, proclamata solennemente dal concilio di Efeso (431) Madre di Dio.

La Porta Santa

Essendo Basilica papale, anche qui c’ è la Porta Santa che il Papa ha aperto solennemente il 1° gennaio 2016, festa di Maria Ss. Madre di Dio, per dare inizio al Giubileo della Misericordia. Hanno una porta santa le quattro basiliche papali di Roma: San Pietro (opera dello scultore Vico Consorti, aperta dal Pontefice l8 dicembre scorso) San Giovanni in Laterano (opera dello scultore Floriano Bodini, aperta il 13 dicembre), San Paolo fuori le mura (qui l’autore della Porta Santa fu Enrico Manfrini), e appunto Santa Maria Maggiore (opera dello scultore bolognese Luigi Enzo Mattei, unico vivente tra gli artisti autori di queste Porte Sante). Questa Porta Santa fu benedetta da Giovanni Paolo II l’8 dicembre del 2001 e offerta alla basilica dall’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Perché fu costruita e quando si festeggia la dedicazione di questa Basilica?

Il 5 agosto si festeggia la Dedicazione di questa Basilica. Narra una tardiva leggenda che la Madonna, apparendo nella stessa notte del 5 agosto del 352 a papa Liberio e a un patrizio romano, li avrebbe invitati a costruire una chiesa là dove al mattino avrebbero trovato la neve. Il mattino del 6 agosto una prodigiosa nevicata, ricoprendo l’area esatta dell’edificio, avrebbe confermato la visione, inducendo il papa e il ricco patrizio a metter mano alla costruzione del primo grande santuario mariano, che prese il nome di S. Maria “ad nives”, della neve. Poco meno di un secolo dopo, papa Sisto III, per ricordare la celebrazione del concilio di Efeso (431) nel quale era stata proclamata la maternità divina di Maria, ricostruì la chiesa nelle dimensioni attuali.

Di quest’opera rimangono le navate con le colonne e i trentasei mosaici che adornano la navata superiore. All’assetto attuale della basilica contribuirono diversi pontefici, da Sisto III che poté offrire al popolo di Dio” il monumento “maggiore” al culto della beata Vergine (alla quale rendiamo appunto un culto di iperdulia cioè di venerazione maggiore a quello che attribuiamo agli altri santi), fino ai papi della nostra epoca. La basilica venne anche denominata S. Maria “ad praesepe”, già prima del secolo VI, quando vi furono portate le tavole di un’antica mangiatoia, che la devozione popolare identificò con quella che accolse il Bambino Gesù nella grotta di Betlemme. La celebrazione liturgica della dedicazione della basilica è entrata nel calendario romano soltanto nell’anno 1568.

Quali sono le altre chiese mariane sorte a Roma su templi pagani?

Sono diverse. Bastano pochi nomi, tra i cento titoli dedicati alla Vergine, per avere le dimensioni di questo omaggio alla Madre di Dio: S. Maria Antiqua, ricavata dall’Atrium Minervae nel Foro romano; S. Maria dell’Aracoeli, sulla cima più alta del Campidoglio; S. Maria dei Martiri, il Pantheon; S. Maria degli Angeli, ricavata da Michelangelo dal “tepidarium” delle Terme di Diocleziano; S. Maria sopra Minerva, costruita sopra le fondamenta del tempio di Minerva Calcidica; e, più grande di tutte, come dice lo stesso nome, S. Maria Maggiore, la quarta delle basiliche patriarcali di Roma, detta inizialmente Liberiana, perché identificata con un antico tempio pagano, sulla sommità dell’Esquilino, che papa Liberio (352-366) adattò a basilica cristiana.

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