Scuola: c’è qualcuno che gracchia

Auguriamoci che tra il Governo e le Regioni, trovino le soluzioni più intelligenti

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Gli anni formativi, quelli che dall’infanzia giungono fino all’età quanto meno del titolo di laurea, sono i più delicati nella vita di una persona. Compromettere quella fase significa mettere a repentaglio la qualità della vita di un individuo. La scuola è il luogo di confronto, di produzione culturale, di formazione civica, di costruzione caratteriale più importante.

Come luogo fisico. Cioè spazio condiviso in cui si elaborano le strutture concettuali, di dispositivi culturali, gli elementi basilari di un soggetto socialmente equilibrato psichicamente irrobustito, pertanto l’istituto scolastico ha da essere garantito per una frequenza regolare di tutti i nostri fanciulli, ragazzi e giovani.

Corriamo un grande rischio. Che le scuole abbiano difficoltà. Che ritorni la pessima condizione di questa primavera. Bisogna fare l’impossibile per garantire l’accesso in sicurezza a tutti. Non nascondo che le problematicità siano massicce e non intendano indietreggiare. I dati del contagi stanno aumentando.

Credo che a tutti stia a cuore la vicenda scolastica. E a tutti è presente il grande valore che ha scuola nel contesto sociale del Paese.

Fa specie che qualche deputata del PD, vada schiamazzando l’ovvio. Nulla che assomigli ad un suggerimento intelligente. Intende solo farsi bella e aggiudicarsi un ruolo che, a ben vedere, non gli è proprio. Non chiedetemi chi sia costei. Ci siete giunti intuitivamente.

Se una volta s’incaricasse di svelare un’argomentazione che non fosse gravata dalla cieca parzialità, potremmo anche sopportarla. Invano! Vuol essere una valchiria del nord, quando invece certe qualità non le spettano per modalità espositiva.

Auguriamoci che tra il Governo e le Regioni, trovino le soluzioni più intelligenti, al fine di far partire il mondo più bello che capiti a un uomo: apprendere con gli altri, la bellezza della cultura, della conoscenza, della competenza e della raffinatezza intellettuale.