SENTORE DI NERVOSISMO E DI INQUIETUDINE. FOLLINI TIRA LE SOMME DELLA CAMPAGNA ELETTORALE.

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Da stamane alle 7.00 sono aperti i seggi, si vota fino alle 23.00. Come suol dirsi, la parola è agli elettori. Scritto qualche giorno fa, e pubblicato su “La Voce del popolo”, settimanale della diocesi di Brescia, l’articolo non appare…invecchiato. Negli ultimi giorni si sono consolidati alcuni tratti negativi della campagna elettorale. L’onda di piena della demagogia – questa la conclusione –  sembra salire ancora. 

 

I pronostici e i sondaggi della vigilia dicono destra e dicono Meloni. E in effetti la campagna elettorale dell’altra metà della politica non ha brillato né per tempra né per originalità, finendo così per dare qualche argomento in più a quella parte di elettorato che tende a schierarsi con il candidato più in forze. 

Eppure c’è più di una nota stonata nel coro dei favoriti. Quelle parole sempre sopra le righe di Salvini. Quelle ripetizioni ormai stucchevoli di Berlusconi. Quella difficoltà   a mettere in campo candidati più originali e idee meno logore delle tradizionali parole d’ordine. Tutte cose alle quali la Meloni sembrava voler ovviare con una condotta prudente e circospetta, salvo qualche scivolone. 

Negli ultimi giorni però gli scivoloni sono diventati di più, e più significativi. La posizione presa a favore di Orbán. La rivendicazione del primato del diritto nazionale su quello europeo. I toni più aspri verso gli avversari e più ancora verso i contestatori. E in generale un sentore di nervosismo e di inquietudine che stride con la calma quasi olimpica che ci si aspetterebbe da chi corre in testa con largo margine, per giunta. 

Di contro, dalle contrade del sud arrivano gli echi di una campagna molto sopra le righe che sta svolgendo [ha svolto, per chi legge, ndr] il M5S versione Conte. Quasi a voler rinverdire i fasti del grillismo prima maniera. Tutti segni che l’onda di piena della demagogia rischia di salire ancora di più, rompendo quegli argini di buonsenso che dovrebbero riparare la nostra malandata democrazia rappresentativa.

Fonte: La Voce del popolo – 22 settembre 2022

(Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del settimanale. Il titolo scelto differisce dall’originale).