Siamo a una svolta decisiva per il nostro Paese. La conferma di Mattarella esige il rinnovamento della politica.

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È giunto il momento, per i partiti, di dire basta con questa ricerca spasmodica del consenso che allontana la maggioranza dei cittadini dalla attiva partecipazione alla politica. Pure i media fiancheggiano cinicamente il “grande caos”, per qualche punto di audience.

 

Pierluigi Moriconi

 

Abbiamo il “nuovo” Presidente. Abbiamo scampato un grosso pericolo. D’ora in poi il governo potrà portare a conclusione una serie di riforme che contribuiranno a cambiare il Paese. Ma i partiti dovranno avviare seriamente e responsabilmente una profonda riflessione sulla loro funzione per il bene dei cittadini italiani. Penso di poter affermare che hanno raggiunto il fondo del discredito.

 

Siamo al paradosso che la conferma di Sergio Mattarella è il bene più grande per il Paese e contemporaneamente il “male”, perché porta con sé il fallimento di questa classe politica. Il 16 gennaio, in un mio contributo in forma di lettera, concludevo così: “Sarebbe auspicabile che corrispondeste alle aspettative dei cittadini e, con il capo sparso di cenere, andaste a chiedere a Mattarella il sacrificio, perché sarebbe un sacrificio, di essere riconfermato al suo alto ruolo. Garantendogli l’elezione al primo voto e con una maggioranza plebiscitaria. Ma questo passo presupporrebbe un amore leale e profondo per il Paese! Chissà!”.

 

Ecco, non hanno avuto nemmeno questo estremo sussulto di dignità. Risparmiarci una settimana imbarazzante!

 

È giunto il momento, per i partiti, di dire basta con questa ricerca spasmodica del consenso che allontana la maggioranza dei cittadini dalla attiva partecipazione alla politica. È urgente sottolineare anche la grande responsabilità dei media che fiancheggiano cinicamente il “grande caos”, per qualche punto di audience.

 

Siamo ad una svolta decisiva per il nostro Paese. Riformare responsabilmente le istituzioni (non sfregiandole, senza un disegno unitario, come il taglio dei parlamentari), renderle realmente al servizio dei cittadini. Riabilitare responsabilmente la politica, rilegittimarla anche attraverso la formazione di una nuova classe dirigente. L’auspicio è che si prenda coscienza di tutto questo e che sia all’ordine del giorno del sistema politico, dimostrando almeno un minimo di amore per l’Italia.