Soluzioni articolate. Come affrontare le tragedie sul lavoro.

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Oltre alla sicurezza sul lavoro, bisogna anche intervenire concretamente, con aiuti diretti e indiretti, perché certe tragedie spingono spesso nelle difficoltà economiche più cupe le famiglie vittime di eventi sciagurati.

 

 

Per fortuna non passano in ultima pagina le tragedie che purtroppo frequentemente accadono nel lavoro.

 

Non passa giorno che insopportabili sofferenze emergono in prima pagina. Le morti bianche feriscono continuamente la nostra sensibilità e mettono a nudo come ancora e forse più di un tempo, si trascurano le norme di sicurezza nei cantieri e nelle produzioni.

 

Sembra sempre di essere a rincorrere dei tristi primati. Questo dovrebbe farci riflettere. Non è possibile nellepoca in cui si fanno miracoli tecnologici morire ancora schiacciati per ingiustificate e orribili incurie. Parlo perché sono stato colpito qualche mese fa da un tragico evento della mia comunità dorigine.

Perché una cosa è parlare in termini generici, altra quando le vittime sono conosciute e, come conosciuti sono i famigliari delle stesse. Fatto salvo che bisogna garantire al 100% la sicurezza sul lavoro, con norme, ma soprattutto con atti di controllo puntuali, frequenti e garantiti, bisogna anche aver coscienza che certe tragedie, oltre lincolmabile dolore, frequentemente spingono nelle difficoltà economiche più cupe le famiglie dove capitano questi tristi eventi.

Uno Stato moderno, uno Stato che volge ad essere una comunità, con sensibilità adeguata al suo rango, dovrebbe intervenire per togliere almeno la spina economica dal corpo di chi resta colpito da fatti così sordi e dolorosi.

Questo lascia comunque aperta la via di aiuti singoli, di espressione civile di chi intendesse aiutare economicamente le famiglie colpite, ma aggiungerebbe un diritto, diritto salvaguardato dallo stato sociale, che in parte colmerebbe quella ferita atrocemente subita dai congiunti.

In tal modo sarebbero salvaguardate e le azioni individuali e le azioni collettive. Permettendo in tal modo, che si possano compiere sia azioni ispirate dal sentire religioso o dal sentire umano, e, nel contempo, istituire un diritto di garanzia a carattere universale.

Questa visione, intende contemperare le forme di pensiero tanto liberale, quando sociale, che, a parer mio, non possono essere in alcun modo trascurate. Né luna, né tanto meno laltra. 

Uno Stato moderno, per stare allaltezza dei compiti di un pensiero politico plurimo e articolato, dovrebbe promuovere entrambe le vie. In modo tale che sia assicurato un intervento sotto legida del diritto comune e generale, senza in alcun modo limitare gli atti di benevolenza individuali.