Sondaggi elezioni europee 2019: crescono i populisti mentre in calo popolari e socialisti

L’ultimo sondaggio di Reuters sulle elezioni europee del 2019 evidenzia una avanzata dei partiti populisti a discapito soprattutto di popolari e socialisti.

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Articolo già pubblicato dal sito www.money.it

Sono ancora “calde” le urne del 4 marzo in Italia ma lo sguardo della politica è già proiettato al futuro. Il 2019 infatti sarà l’anno delle elezioni europee, con le votazioni nei vari Stati membri che si terranno dal 23 al 26 maggio.

Il sentore di una crisi generale dei partiti tradizionali in tutta Europa è confermato anche da sondaggio pubblicato da Eurobull.it, una rivista specializzata nelle tematiche comunitarie, ma anche da una indagine più recente di Reuters.

Sia i popolari che i socialisti infatti vengono stimati in forte calo rispetto ai partiti considerati euroscettici e “populisti”.

I sondaggi sulle elezioni europee

Anche se manca ancora un anno alle elezioni europee del 2019 è interessante vedere come starebbe evolvendo la situazione politica nel Vecchio Continente. Prima di dare uno sguardo ai vari sondaggi, è meglio capire quali partiti si celano dietro le tante sigle dei gruppi parlamentari a Bruxelles.

Il PPE è il Partito Popolare Europeo ed è il maggiore gruppo a Bruxelles. Al suo interno ci sono i partiti italiani Forza Italia, Alternativa Popolare, Unione di Centro e SVP. Le altre principali forze sono il CDU della Merkel, il Partito Popolare spagnolo i Repubblicani francesi.

Negli ultimi tempi però si stanno ritagliando un ruolo sempre più da protagonista anche gli austriaci di OVP del giovane presidente Sebastian Kurz e soprattutto Fidesz del premier ungherese Viktor Orban.

Il PES è il Partito Socialista Europeo. Oltre ai nostrani Partito Democratico e Partito Socialista Italiano ci sono i tedeschi del SPD, i Laburisti britannici e i Socialisti spagnoli e francesi.

ALDE è Alleanza dei Democratici e Liberali per l’Europa. Per l’Italia ci sono i Radicali, mentre il grosso della truppa parlamentare a Bruxelles è formata dal movimento spagnolo Ciudadanos, i Liberali inglesi e Ano del premier ceco Zeman. Di impronta liberale ed europeista, il gruppo può essere inserito nell’area di centrodestra.

ECR sono i Conservatori e Riformisti. Per l’Italia c’è Direzione Italia di Raffaele Fitto mentre il partito più importante sono i Conservatori della premier inglese Theresa May. Anche questo gruppo può essere inserito nel centrodestra.

EFDD sta per Europa della Libertà e Democrazia Diretta. Questo è il gruppo del Movimento 5 Stelle, dell’Ukip britannico e dei tedeschi dell’AfD. Come posizionamento è fortemente euroscettico e di destra.

LEFT è il gruppo di sinistra presente a Bruxelles. L’Italia è rappresentata da Altra Europa per Tsipras e da Rifondazione Comunista. Altri partiti sono Syriza proprio di Alexis Tsipras, i tedeschi di Linke e la sinistra di Mélenchon in Francia.

ENF sta per Europa delle Nazioni e delle Libertà. I due pilastri sono il Front National e la Lega. Ovviamente può essere descritto come un gruppo parlamentare spostato a destra e fortemente euroscettico.

G/EFA sono i Verdi. La nostra Federazione dei Verdi può contare su due europarlamentari, ma sono soprattutto i partiti olandesi, tedeschi e del Nord Europa a portare in dote il maggior numero di voti.

28 luglio – Boom di ALDE

L’ultimo sondaggio in ordine di tempo è stato realizzato da Reuters in data 28 luglio, che ha ipotizzato la composizione del prossimo Parlamento Europeo in base alle intenzioni di voto nei singoli Paesi dell’Unione.

Secondo Reuters, ALDEpotrebbe quasi raddoppiare il numero dei propri europarlamentari alle prossime elezioni. Bene poi anche gli euroscettici di EFDD, la destra di ENF e anche la sinistra di LEFT.

A risentire maggiormente di questa avanzata populista sarebbero soprattutto PPE e PES, ma anche i Verdi di EFA e i conservatori di ECR potrebbero uscire fortemente ridimensionati alle prossime elezioni.

2 aprile – PPE e PES in calo

Il primo sondaggio sulle europee è stato diramato il 2 aprile da Eurobull.it.

  • PPE – 20,5%
  • PES – 19,5%
  • ALDE – 14%
  • ECR – 10%
  • EFDD – 8%
  • LEFT – 7,5%
  • ENF – 6,5%
  • G/EFA – 4,5%
  • Misto – 1,5%

Molto interessante è vedere anche il grafico con l’andamento dei vari gruppi dal 2014 a oggi nei sondaggi.

La crisi dei popolari e dei socialisti, che una volta dominavano al Parlamento Europeo, sembrerebbe essere ormai costante e tutta a favore dell’ALDE oltre agli euroscettici EFDD ed ENF.

Cambia il vento anche in Europa

Fermo restando che i sondaggi vanno sempre presi con le molle, è indubbio però che in tutta Europa sia in atto una grande trasformazione politica. Come appare evidente dal grafico, il PPE e il PES starebbero perdendo parecchi punti percentuale.

Voti questi che in parte sarebbero intercettati dai partiti euroscettici e nazionalisti, ma dal sondaggio sembrerebbe che sia comunque una forza liberare come ALDE a far registrare l’incremento maggiore.

Se andiamo a vedere nel dettaglio chi sono, possiamo notare come si tratterebbe di movimento politici che si possono considerare conservatori ma che a differenza del PPE hanno una maggiore freschezza.

Non è un caso che il Movimento 5 Stelle tempo fa ha provato ad abbondare il più estremista EFDD per passare proprio all’ALDE, blitz che poi però come ben sappiamo non andò a buon fine provocando anche diverse polemiche.

Il leitmotiv delle prossime elezioni europee quindi potrebbe ricalcare quello dei vari voti nazionali, dove forze slegate dai partiti tradizionalidi ogni schieramento stanno conquistando sempre più seguito.

Nel 2019 di conseguenza la sfida potrebbe non essere più a Bruxelles tra popolari e socialisti, ma si potrebbe allargare anche a queste nuove forze politiche espressione di una voglia di cambiamento che ormai è sempre più forte in tutta Europa.