Spagna: le urne restringono la furia di Vox a minoranza rumorosa

I rappresentanti del partito VOX erano decisi ad entrare in Parlamento abbattendo  la porta e, alla fine, si sono ritrovati a farlo suonando il campanello e chiedendo il permesso.

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I rappresentanti del partito VOX erano decisi ad entrare in Parlamento abbattendo  la porta e, alla fine, si sono ritrovati a farlo suonando il campanello e chiedendo il permesso.

Lo scrive il quotidiano spagnolo “El Mundo”, precisando che la formazione di estrema destra, guidata da Santiago Abascal, ha ottenuto il 10,3 per cento, pari a circa 2,5 milioni di voti, e conquistato 24 seggi.

La mobilitazione della sinistra e l’alta partecipazione a queste elezioni del 2019, hanno contenuto l’irruzione elettorale di Vox che, nonostante le sue alte aspettative per aver organizzato gli eventi più numerosi dell’intera campagna, ha visto sciogliersi come neve al sole le sue prospettive.

Inoltre il partito non ha fatto altro che ricevere gli stessi voti ottenuti a dicembre in Andalusia .

Tuttavia, se comparati con i 47mila consensi ottenuti alle politiche del 2016, i risultati registrati da Vox sono molto significativi e decretano l’ufficiale debutto della formazione all’interno del blocco nazionale della destra, a pochi punti percentuali dal Partito popolare (Pp) e Ciudadanos (Cs), rispettivamente al 16,7 e al 15,9 per cento.

Un drastico quanto inaspettato crollo dei voti è stato infatti registrato per il Pp che ha perso quasi 4 milioni di voti, crollando da 7,9 milioni a 4,3 milioni di consensi, e passando a 66 eletti dai 137 di Mariano Rajoy.

Il settore più critico del Pp ha accusato della debacle l’eccessiva virata a destra impressa da Casado e la discutibile campagna acquisti del giovane leader che, nonostante la forte opposizione interna, ha deciso di rinunciare a molti degli storici dirigenti del Pp, per ingaggiare esponenti della società civile e volti noti, come giornalisti e toreri.