Team bresciano scopre la proteina che causa il parkinson

Spegnere geneticamente la proteina sinapsina 3 nei topi previene l'accumulo di depositi fibrosi, veri e propri detriti che sono uno dei meccanismi alla base della malattia di Parkinson.

124
NEW YORK, NY - NOVEMBER 11: Michael J. Fox attends the 2017 a funny thing happened on the way to cure Parkinson's benefitting The Michael J. Fox Foundation at the Hilton New York on November 11, 2017 in New York City. (Photo by Roy Rochlin/FilmMagic)

Si chiama Sinapsina 3 ed è la proteina che media il danno cerebrale alla base della malattia del Parkinson. A scoprirlo è stato un team di ricercatori dell’Università degli Studi di Brescia coordinato dalla professoressa Arianna Bellucci.
Lo studio – finanziato dalla Michael J. Fox Foundation e pubblicato sulla rivista scientifica Acta Neuropathologica – ha dimostrato che l’assenza di Sinapsina 3 blocca la formazione dei depositi proteici cerebrali che innescano la morte dei neuroni dopaminergici del sistema nigrostriatale, processo alla base dell’insorgenza dei sintomi motori del Parkinson.

“Dopo aver identificato un accumulo anomalo di Sinapsina 3 nel cervello dei pazienti con Parkinson – spiega Bellucci – ci siamo chiesti se questa proteina fosse implicata nella patogenesi della malattia e se potesse rappresentare un nuovo bersaglio terapeutico. Attualmente – continua – il nostro gruppo di ricerca sta lavorando intensamente in collaborazione con un team internazionale di ricercatori al fine di sviluppare nuovi approcci terapeutici attivi su Sinapsina 3. Questi ultimi – conclude la ricercatrice – permetterebbero infatti di curare i pazienti agendo sulle cause primarie della malattia e non soltanto di alleviarne i sintomi”.

La speranza è quella di trovare finalmente una cura per la malattia di Parkinson. Va detto che se tutto andrà bene, ci vorranno anni per arrivare ad una terapia utile per i pazienti