Tesori ritrovati. Restauri per Gubbio al tempo di Giotto

Fino al 1º maggio è aperta al pubblico la mostra “Tesori ritrovati. Restauri per Gubbio al tempo di Giotto”

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La mostra al Palazzo dei Consoli di Gubbio lancia un focus sui restauri e sui confronti possibili tra opere e maestri, tra materiali e tecniche esecutive, in un percorso che si dipana tra XIII e XIV secolo. L’iniziativa consente, inoltre, di approfondire gli sviluppi artistici nella cittadina umbra in rapporto con i grandi centri artistici del tempo

Fino al 1º maggio è aperta al pubblico la mostra “Tesori ritrovati. Restauri per Gubbio al tempo di Giotto”, allestita presso la Sala dell’Arengo di Palazzo dei Consoli di Gubbio (Perugia), dedicata ai restauri e ai recuperi e quindi ai confronti possibili tra opere e maestri, tra materiali e tecniche esecutive, tra forme e funzioni del prodotto artistico in un percorso che si dipana tra XIII e XIV secolo.

In esposizione molte delle opere recentemente restaurate: come le due grandi croci dipinte del Museo Civico di Gubbio, le opere del Maestro della Croce di Gubbio, del Maestro espressionista di Santa Chiara, di Pietro Lorenzetti, del cosiddetto “Guiducci Palmerucci” e di Mello da Gubbio.

Quanto conservato e a disposizione, infatti, consente soprattutto di rileggere l’evoluzione dell’arte eugubina tra Duecento e Trecento in rapporto con i grandi centri artistici del tempo. Prima di tutto con Assisi, vero e proprio cratere sismico da cui si propagano impulsi di cultura figurativa la cui intensità registriamo, prima che altrove, proprio a Gubbio.