Trovi sempre uno piu’ “ sovranista” di te…

Il 28 agosto Matteo Salvini incontrerà il vero capo del fronte “ sovranista”: l’ungherese  Viktor Orba. Il nostro Vice Presidente del consiglio dovrebbe ricordare una frase attribuita a Pietro Nenni: “ a fare a gara a fare i puri, troverai sempre uno più puro... che ti epura”.

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Quindi, l’Europa non ci prende neppure uno degli immigrati bloccati a bordo della nave della Guardia Costiera, Diciotti.

Si ripresenta un problema che richiama le nostre relazioni con l’Europa ed i toni sono sempre più accesi.

Malta ci accusa di truccare i dati. Le riunioni “secretate” non aiutano ad avere tutte le informazioni necessarie e a verificare i numeri che sciorinano gli altri in questa macabra trasformazione degli esseri umani in pacchi di cui liberarsi.

Un tocco di sensibilità non dovrebbe mai mancare in coloro che si debbono assumere delle responsabilità, anche quelle estreme. La pietà non diminuisce la virilità decisionale.

Si trascende fino a far inorridire i professori di diritto internazionale. Quelli convinti che tutte le questioni si risolvono solo, a maggior ragione nelle relazioni tra stati, sulla base delle norme da tutti sottoscritte e riconosciute.

Tra queste, vi sono quelle del mare e della navigazione. Le stesse norme cui ci siamo giustamente appellati per la vicenda dei nostri due fucilieri di mare, illegittimamente trattenuti in India.

Non basta un tweet o una dichiarazione per ignorare questa semplice verità.  Le nostre opinioni non fanno legge mentre, al contrario, questa orienta, dovrebbe sostenere, le prime.

Lex dura lex. Dunque, prima il rispetto, almeno formale, delle regole a livello internazionale. Poi, la litigata politica si fa sempre quanto si vuole. Un principio di cui è maestra la diplomazia vaticana ed è sempre stato seguito persino da Giuseppe Stalin che, pure, di tanti diritti di popoli e uomini di casa sua, e delle immediate vicinanze, si è assolutamente disinteressato.

Ci dovrebbero essere anche delle regole da rispettare nei rapporti tra ministeri. Che ne pensano nel Governo dello stranissimo caso di una nave dello Stato italiano, no commerciale, no di una delle tante criticate ong, bloccata, prima a lungo,  in mare dal proprio governo e poi messa in castigo in banchina?

A proposito delle ong. Ma non ci avevano detto che il problema erano solo loro? Di quanto si vuole continuare ad alzare l’asticella…

Forse , è il caso di precisare anche altre cose che, da semplice lettore, mi vengono come naturale riflessione. Fatto salvo che non abbia fatto cattive letture o non abbia proprio capito niente nelle ultime ore. Ma non ho visto smentite.

Che cosa è s’intende per  Europa in questo caso specifico?

Ho letto male o questa vicenda precipita dopo un incontro tecnico organizzato tra i rappresentanti di solo 12 paesi europei? Leggiamo che la riunione è stata a livello di “ sherpa”. Così sono definite sia le guide himalayane, sia i portatori di montagna. In questo caso, però, si tratta dei funzionari ministeriali con il compito di portare ciascuno solo i desiderata dei propri governi.

La verità è che la contrarietà alle “ricollocazioni”, parliamo in questo caso di pochi esseri umani, viene tenacemente solo da alcuni paesi europei: quelli appartenenti al cosiddetto “blocco  sovranista”.

Secondo alcuni si tratterebbe dei principali presunti alleati della Lega nel contesto internazionale. Oltre che la Le Pen. Oltre che la Russia di Putin, guardata da questi  altri “ sovranisti” con autentico terrore.

I “sovranisti” austriaci non solo non accettano neppure un immigrato della Diciotti, ma si fanno pure beffa della minaccia di non veder versare all’Italia i fondi comunitari. Ci deridono perché dicono che il diritto ce lo impedisce! C’è anche la versione del “sovranista” dottore della legge.

Siamo di fronte, allora, alla conferma che il  fronte “sovranista” è davvero un’invenzione giornalistica.

Su questa vicenda, Salvini non trova alleati, solo avversari. Se ne faccia una ragione. Il nazionalismo, per sua natura, finisce per scontrarsi con un altro nazionalismo, uguale e contrario.

Oppure i leghisti pensano che la Le Pen dall’Eliseo toglierebbe i blocchi a Ventimiglia, quelli rafforzati pure da Macron, solo per fare un favore a loro?

Se andiamo a ben guardare, potremmo persino cogliere un altro sottile paradosso. Il nostro governo, e giustamente, sta chiedendo una maggiore responsabilizzazione di tutti gli altri paesi europei.

Siamo noi italiani, dunque,  a chiedere più Europa, non meno. Un’Europa che imponga, se necessario, la “ricollocazione”. C’è, insomma,  una ineluttabilità nascosta nelle cose che non sempre sembra seguire un filo logico e lineare.

Però, è possibile che le cose stiano diversamente. Si ripete la domanda inquietante sulle finalità riposte in un dissidio così radicalizzato. Si ripropone il sospetto che si voglia usare sempre e solamente il grimaldello per sistemare le cose d’Europa.

L’altro lato è investito da un altro interrogativo. Perché  è così complicato risolvere il caso Diciotti? Non siamo proprio dinanzi ad una nave da crociera con cinque mila persone a bordo.

Che anche qualche ambiente europeo preferisca andare solo allo scontro? Forse si pensa che, alla fine, l’Italia non finirà per immolarsi sull’altare dell’antieuropeismo alla Salvini Di Maio.  Al dunque, soprattutto quando si parlerà di soldi, gli italiani preferiranno questa Europa e questo euro al posto del governo giallo verde. Ma a quale prezzo?

Il 28 agosto Matteo Salvini incontrerà il vero capo del fronte “sovranista”: l’ungherese  Viktor Orban. Il nostro Vice Presidente del consiglio dovrebbe ricordare una frase attribuita a Pietro Nenni: “ nel gareggiare a fare i puri, troverai sempre uno più puro… che ti epura”.

E così farebbe bene a pensare che un “sovranista”, con i tempi che corrono, ne troverà sempre uno più “ sovranista” di lui.

Per amore della rima baciata, a noi piacerebbe vedere Salvini, invece,  che va da Orban per provare a fare lo statista.