Investimenti in combustibili fossili: anche la Chiesa austriaca annuncia lo stop

Quella austriaca è la terza conferenza episcopale europea a prendere questa decisione

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Il cardinale Christoph Schönborn, Presidente della Conferenza Episcopale Austriaca, ha annunciato che i vescovi austriaci hanno deciso di disinvestire in un arco di 5 anni da tutte le compagnie che estraggono o producono combustibili fossili (carbone, petrolio e gas). Questa decisione include tutti gli investimenti finanziari della Conferenza episcopale, di tutte le diocesi austriache e di tutte le istituzioni nella loro sfera di competenza. L’Austria è la terza conferenza episcopale a disinvestire, seguendo le precedenti decisioni pubbliche delle Conferenze episcopali di Belgio ed Irlanda.

“Firmando l’impegno per il disinvestimento del Movimento Cattolico Mondiale per il Clima (GCCM), la Conferenza episcopale austriaca si unisce al movimento globale sul disinvestimento di oltre un migliaio di istituzioni. Questo è un passo profetico che segue una verità innegabile, ossia che bruciare tutte le riserve note di combustibili fossili ci porterà a catastrofi inimmaginabili”, afferma Anja Appel, direttore dell’Ufficio di coordinamento della Conferenza episcopale austriaca (KOO). Ad oggi, 1032 istituzioni hanno preso impegni di disinvestimento a livello globale – il 28 percento di esse sono organizzazioni di ispirazione religiosa. “Siamo in grado di osservare le conseguenze della imponente domanda di risorse e la relativa crisi ecologica e sociale provocata ogni giorno nelle condizioni di vita delle persone che vivono nei nostri paesi partner – non solo nel sud del mondo. È inaccettabile che persone di altri continenti o l’intero creato paghino il prezzo del nostro eccessivo stile di vita. Noi, come Cristiani, e le nostre istituzioni abbiamo la responsabilità di prenderci cura del Creato e lavorare per la giustizia globale. Rientriamo in quella parte della popolazione mondiale che produce la maggior parte delle emissioni di gas serra e quindi, naturalmente, dobbiamo combattere la sua causa principale – l’uso di combustibili fossili “, sottolinea la dottoressa Appel. “Questo importante passo mostra lo sforzo coerente dei vescovi austriaci per uniformarsi alle richieste dell’Accordo sul clima di Parigi. L’annunciata ridefinizione degli investimenti finanziari fa seguito all’azione per il clima nei settori dell’energia e degli approvvigionamenti già decisa nel 2015. Tutti questi passi rafforzano noi ed i delegati per l’ambiente delle diocesi austriache che stanno partecipando all’attuazione di azioni relative al clima.”

Il Vescovo Werner Freistetter, responsabile per gli Affari Internazionali della Chiesa d’Austria, accoglie con favore l’annuncio della Conferenza episcopale: “Dal punto di vista dell’ecologia integrale, la logica del profitto non può più essere l’unico punto di riferimento per le attività economiche, ignorando i doveri morali. Adottando linee guida etiche sugli investimenti nel 2017, la Chiesa cattolica in Austria ha già compiuto un passo importante verso l’allineamento degli investimenti finanziari delle istituzioni cattoliche con la cura della nostra casa comune. La nostra recente decisione segue di conseguenza questa strada. Gli investimenti finanziari delle istituzioni cattoliche non alimenteranno più la crisi climatica, ma contribuiranno invece a preservare il Creato. Chiediamo alle altre istituzioni di unirsi al movimento di disinvestimento con i propri impegni, al fine di preservare la nostra casa comune per le generazioni attuali e future.”