Un angolo d’Abruzzo

Silvi Paese è un antico borgo, abbarbicato sulla collina teramana, dove lo sguardo spazia (davvero a 360 gradi) dal Mare Adriatico al massiccio del Gran Sasso.

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A partire dagli anni ’60, anche grazie alla lungimiranza della classe dirigente nazionale e locale, la Regione Abruzzo ha saputo creare innovazioni di processo e di prodotto che hanno attirato aziende piccole e grandi, le quali si sono stabilite nella zona creando un volano per l’intera economia regionale. In questo modo si è trasformata, quasi integralmente, l’economia abruzzese e la struttura produttiva locale, che se prima si basava principalmente sul settore primario (agricoltura, allevamento e pesca) oggi è quasi completamente sorretta dall’industria, dal settore terziario, dai servizi e dal turismo. E’ stato lungimirante anche il progetto di dotare la Regione Abruzzo di ben due arterie autostradali: la A24 (Roma-L’Aquila-Teramo) e la A25 (Torano-Pescara). Entrambe si collegano agevolmente con l’Autostrada Adriatica A14 (Bologna-Taranto). Il tutto nel pieno rispetto ambientale e nella tutela delle numerose aree verdi, tra cui il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

In questo scenario, succede che il cronista si trovi a soggiornare casualmente a Silvi Paese, in Provincia di Teramo. Silvi Paese è un antico borgo, abbarbicato sulla collina teramana, dove lo sguardo spazia (davvero a 360 gradi) dal Mare Adriatico al massiccio del Gran Sasso. In basso rispetto alla terrazza naturale del belvedere, si trova Silvi Marina, con il suo bellissimo arenile; nell’entroterra si sale verso cittadine pittoresche come Penne, dove si produce un olio extravergine d’oliva di qualità superiore.

A Silvi Paese si trova un ristorante molto particolare, “Vecchia Silvi”. Il ristorante è rustico quel tanto che basta per essere adeguato alla tradizione che intende rappresentare. I sapori sono però intensi e genuini: formaggi e salumi, carni d’agnello e selvaggina, carciofi e patate di montagna cotte sotto la cenere, vini e dolci di pregevole fattura e di antica storia. Il locale, arredato in stile raffinato, può ospitare fino a 300 persone nelle tre sale completamente rinnovate. Il bel giardino sottostante si presta bene per dar vita a ricevimenti e buffet all’aperto.

Il titolare, Marino D’Agostino, pur consapevole della situazione – non sempre facile – della ristorazione in Italia (in cui si tende a seguire la “moda” dei ristoranti stellati, spesso a scapito di autentiche “nicchie” locali) ritiene che Silvi Paese dovrebbe “fare sistema” per rilanciare le strutture ricettive del turismo locale, come il Relais “Borgo sul Mare” dove il cronista ha piacevolmente soggiornato. Insomma, un bell’angolo d’Abruzzo, tutto da scoprire.