Un Comune sardo diventa la prima realtà onoraria del Veneto

Nei primi decenni del secolo scorso molti emigranti partirono da Treviso, Rovigo, Vicenza, Padova e Venezia per andare ad Arborea

116

Il 12 marzo, a Venezia l’assessore regionale ai flussi migratori Manuela Lanzarin, insieme al presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, premierà Arborea come primo comune onorario del Veneto. Un riconoscimento per le iniziative assunte a tutela della cultura e della civiltà veneta.

Nel 2017 la Regione Veneto ha istituito il registro dei Comuni onorari per valorizzare rapporti di reciprocità e di scambio con quelle comunità che sono state meta di emigrazione dei veneti e che hanno conservato, nella loro storia e nelle loro tradizioni, testimonianze significative dell’identità e della cultura locale. Con il registro è stato istituito anche un premio annuale da assegnare al Comune che meglio ha saputo conservare e promuovere il legame con le proprie radici valorizzandone l’apporto culturale.

La scelta è andata al Comune sardo, in provincia di Oristano, già gemellato con il Comune di Zevio (Verona) e Villorba (Treviso), proprio in forza della propria storia e composizione demografica e delle iniziative realizzate nel biennio 2017-18.

Arborea fu fondata come colonia agricola per la bonifica della piana di Marrubiu e il contrasto alla malaria. Grande fu l’apporto degli emigranti veneti che da Treviso, Rovigo, Vicenza, Padova e Venezia si trasferirono nella Piana del Campidano, sulla costa occidentale della Sardegna, per lavorare per la Società Bonifiche Sarde. Ancora oggi tra gli abitanti del piccolo comune sardo si parla il dialetto veneto, oltre all’italiano e al sardo campidanese. Tra le feste popolari di Arborea una delle più importanti è quella della Polenta, a fine settembre, in memoria delle tradizioni del secolo scorso.

La consegna del premio al Sindaco Manuela Pintus e alla comunità di Arborea avverrà in concomitanza con il varo del programma 2019 delle iniziative regionali a favore dei veneti nel mondo, appena approvato dalla Giunta regionale nell’ambito del piano triennale dedicato alla conservazione dei legami regionali di oggi gli emigranti di origine veneta presenti nelle diverse parti del mondo.

Tra le iniziative in corso, finanziate con un budget complessivo di 445.000 euro, vi è anche il piano per promuove manifestazioni ed eventi culturali che facciano conoscere ai giovani la storia dell’emigrazione veneta e favoriscano incontri e scambi tra le comunità. La Regione sosterrà master universitari di primo e di secondo livello per ragazzi e ragazze veneti e oriundi veneti (30.000 euro), stages in aziende venete (35.000 euro), gemellaggi tra comuni veneti e comuni esteri (10.000 euro), premi per tesi di laurea e concorsi scolastici (10.000 euro lo stanziamento complessivo).

Particolare attenzione viene riservata, infine, al rientro dei veneti nel mondo: il programma 2019 sosterrà con 40.000 euro l’organizzazione di soggiorni nel territorio regionale per over 65 che, emigrati in giovane età o figli di emigranti, non abbiano avuto modo di conoscere la loro terra di origine.

“La premiazione di una comunità che ancora parla veneto come Arborea e il sostegno a gemellaggi e scambi tra veneti e discendenti di veneti emigrati all’estero – ha detto l’assessore Lanzarin – rientrano in un disegno unitario di valorizzazione della presenza dei veneti nel mondo: c’è un ‘sistema Veneto’ che si dilata ben oltre i confini regionali e nazionali e arriva ad abbracciare tutti i continenti, grazie alla presenza radicata e operosa di tanti emigranti e dei loro discendenti. Per il Veneto è un ‘valore aggiunto’ sia in termini di identità sia per le ricadute sociali ed economiche. Un valore che non vogliamo disperdere e che anzi intendiamo promuovere e far apprezzare alle generazioni più giovani”.