Una domanda a Enrico Letta: come si può investire, seriamente, sull’alleanza con i 5 Stelle?

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo. L’autore, capo della Segretaria di Piazza del Gesù all’epoca della scissione del Ppi e attualmente segretario del Nuovo Cdu, formazione appartenente all’area moderata di centro-destra, mette sotto accusa la scelta del Pd. L’intesa con i grillini, egli sostiene, contrasta con i valori dei democratici cristiani.

 

Mario Tassone

 

In passato ci siamo divisi sulla strategia da seguire, essendo una parte della Ppi contraria a ogni cedimento al populismo berlusconiano.

 

Ora vorrei chiedere a Enrico Letta, all’epoca fra gli “scissionisti” che avevano messo il veto su Berlusconi, come fa a perseguire una alleanza organica con i 5 Stelle.

Si tratta di un Movimento che è l’emblema della crisi morale e istituzionale del Paese. È la coda della rivoluzione per via giudiziaria che ha messo in crisi la democrazia, mirando al cuore delle esperienze culturali e politiche che nel complesso erano anche le sue.

 

La dirigenza pentastellata ha condotto una “crociata” contro il finanziamento pubblico dei partiti, ora invece è per il 2 per mille (un finanziamento attraverso la sottoscrizione dei cittadini ma sempre pubblico!)

 

Un Movimento politico? No, un gruppo ben organizzato che unisce cinismo e disinvolta propensione per il potere, capace nel recente passato di carpire la fiducia dei cittadini, con il trionfo nelle elezioni politiche del 2013 e  del 2018!

 

Noi, la nostra storia con il bagaglio di valori, la dobbiamo continuare a difendere impedendo che il progetto del Vaffa Day continui a vanificare le conquiste di libertà e di democrazia dell’Italia.

È chiaro che l’equivoco si annida proprio nel Pd, un non-partito dai riferimenti storici compositi, dove convivono linee finanche opposte e interagiscono veri ossimori politici. In sostanza un non-partito che non ha una visione o un progetto condiviso, ma vive alla giornata gestendo le spinte e le controspinte, che non danno nessuna prospettiva. Allora l’alleanza con i 5 Stelle è fra due opacità, ovvero tra chi ha tratto vantaggio con il populismo eversivo a buon mercato e chi è, per così dire, in ricerca d’autore.

 

Ecco dunque la domanda: Letta l’autore l’ha trovato in Grillo e nel suo progetto del Vaffa Day? Nessun commento. Solo il dovere morale di molti di noi – democratici d’ispirazione cristiana – ancora affezionati all’idea di difendere un prezioso bagaglio di idealità.

 

Noi ci teniamo la nostra storia e non possiamo farci nulla se altri amici si accontentano, finendo per non stringere nulla se non un umiliante pressappochismo.