Una ‘piattaforma Popolare’.

Una “piattaforma Popolare” oggi può essere uno strumento utile.

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Al di là della formazione di nuovi partiti e nuovi soggetti politici, è indubbio che l’area Popolare nel nostro paese merita di più. Non sotto il profilo organizzativo e logistico ma proprio sul versante squisitamente politico e culturale. Un’area che produce incessantemente una vasta, larga e plurale elaborazione politica, culturale e programmatica. Un’area che, attraverso i suoi esponenti più o meno significativi, commenta e interviene incessantemente sui temi che dettano l’agenda politica, e non solo, nel nostro paese. Ma tutta questa produzione politica, culturale, programmatica e anche accompagnata da un serio rigore morale della sua classe dirigente, rischia di disperdersi in mille rivoli e senza un punto di riferimento. Che non deve necessariamente essere confuso con una forza politica. Soprattutto quando ne mancano radicalmente le condizioni politiche. Anche perchè i tentativi messi in campo, seppur legittimi e generosi – circa una sessantina negli ultimi 20 anni – sono tutti puntualmente naufragati appena venivano annunciati pomposamente e con grande frastuono. Una prassi che continua tuttora, senza interruzione e senza pause. 

Ora, molto più umilmente ma realisticamente, si tratta di attivare un’iniziativa che sia in grado di riunire ed accentrare questa poderosa e significativa elaborazione politica con uno strumento che, quotidianamente, possa offrire ‘il punto di vista Popolare’ su ciò che caratterizza e contraddistingue la politica italiana. 

Certo, un tempo – e forse lo si potrebbe pensare anche oggi malgrado i costi siano sempre più esosi – si sarebbe detto un giornale. Cioè un quotidiano. E questo anche perchè l’area Popolare e cattolico democratica dispone ancora della testata ‘Il Popolo’, la storica denominazione dell’organo della Democrazia Cristiana. Ma oggi, senza riproporre il ‘quotidiano’, si tratta di creare uno strumento più accessibile e meno oneroso. La potremmo definire una sorta di “piattaforma Popolare”, cioè una voce che sintetizza la proposta politica, e il dibattito, di un’area che resta variegata e composita, plurale ma autorevole. Un’area che continua ad essere autorevole e qualificata nel panorama politico nazionale. Ed evocata, misteriosamente e stranamente, soprattutto dai suoi storici detrattori. E non solo per il suo glorioso passato ma anche per la modernità e l’attualità del suo pensiero politico e della sua cultura di riferimento. E questo anche per il rispetto della sua classe dirigente, così diffusa e così radicata nel tessuto vivo del nostro paese. E in tutti i settori, non solo nel dibattito politico. Perchè nella cultura come nel volontariato, nell’associazionismo cattolico come nel sociale la presenza di una classe dirigente cristianamente ispirata continua ad essere significativa e capillarmente diffusa. 

Ecco perchè una “piattaforma Popolare” oggi può essere uno strumento utile. A disposizione di tutti e a vantaggio di una cultura e di una politica che conservano, lo ripeto, una bruciante attualità. Tutto ciò per la qualità della democrazia italiana e non per la conservazione di un gruppo dirigente o per la mera nostalgia di un passato ormai improponibile.