Uniti per 180 secondi

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Ti amerò per tutta la vita. Anzi no, per qualche istante. È andata più o meno così alla coppia di kuwaitiani uniti nel matrimonio più veloce della storia. Tre minuti e dall’idillio dello scambio degli anelli si è passati alla richiesta di divorzio. “Stupida”; questa l’esclamazione di stizza di lui dopo che la neo moglie era inciampata nell’abito nuziale all’uscita del palazzo. Un’offesa intollerabile per la donna che 180 secondi dopo era già rientrata in aula per chiedere lo scioglimento-lampo dell’unione.

Per poi dichiarare ai media locali: “Se mi ha offeso dopo tre minuti di matrimonio, cosa farà in futuro?”. Riflessione impeccabile e comportamento coerente. Ma che la dice lunga sulla consistenza delle promesse di amore eterno che si consumano con disinvoltura davanti a Nostro Signore o al Pubblico Ufficiale. E che rendono sempre di più l’istituzione matrimoniale un colosso dai piedi di argilla.