VELLICARE GLI ISTINTI MENO NOBILI

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Quasi tutti, in questa campagna elettorale, inseguono gli istinti di una pubblica opinione smarrita. Sembra che i partiti abbiano smarrito ogni traccia della loro funzione pedagogica.

 

Marco Follini

 

Postare il video di uno stupro è l’estrema frontiera della bassezza di questa campagna elettorale. L’estrema, ma forse non l’ultima. Il fatto è che i partiti – quasi tutti – inseguono gli elettori vellicando i loro istinti meno nobili e promettendo fantasmagorie che esistono solo nella loro immaginazione.

 

È in corso da anni un inseguimento della pubblica opinione che non cerca quasi mai di convincere, di ragionare, di argomentare, ma solo di promettere risultati che non sono alla portata e di guadagnare simpatie che non sono poi così utili (neppure a raccattare qualche voto in più). In compenso, quando c’è da fare le liste tutta questa finta compiacenza lascia il posto alle più sagaci manovre di palazzo.

 

Non si esita a candidare fedeli e parenti e, quasi sempre, a candidarli in luoghi nei quali non hanno mai messo piede. Violando così, a volte in modi perfino spudorati, quegli inni alla democrazia che sono stati appena recitati. Le due cose, s’intende, vanno di pari passo. Si ha paura dell’opinione pubblica e non si dice quasi mai la verità intorno alle cose possibili e auspicabili. Si promette la luna, e se appena se ne offre l’occasione si fa virare la campagna verso i territori della più sfrenata demagogia. Poi però, complice questa legge, si calpesta allegramente quel che resta della sovranità degli elettori.

 

Sono le conseguenze di un sistema politico nel quale i partiti hanno smarrito ogni traccia della loro funzione pedagogica. Diventando cattivi educatori dell’opinione pub- blica e di se stessi, contemporaneamente.

 

 

Fonte: La Voce del popolo – Settimanale della Diocesi di Brescia – 25 agosto 2022.

[Articolo riprodotto per gentile concessione della testata citata]