Venezia, incubo gabbiani

E stavolta non è colpa della sporcizia.

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Venezia. Siedo al tavolino di uno dei caffè che si affacciano sulla splendida piazza San Marco. Armeggio con lo smartphone. Il cameriere si avvicina e con malcelato imbarazzo copre con una tovaglietta il mio toast che staziona pigro nel piatto.

“Prima che lo consumi Lei c’è il rischio che lo faccia il gabbiano”, suggerisce con modi cortesi. Un mezzo sorriso di chi la sa lunga e sparisce. “Esagerato!”, dico tra me e me. E invece oggi ho la conferma di averla scampata bella. Come nell’indimenticato film di Hitchcock, gli uccelli stanno diventando sempre più aggressivi. Leggo che proprio a Venezia qualche giorno fa hanno aggredito cittadini e turisti intenti a mangiare un panino per strada. Risultato: almeno due finiti in ospedale e altri a ricorrere a medicamenti vari.

Insomma, un incubo. E stavolta non è colpa della sporcizia. Anzi parrebbe configurarsi l’esatto contrario: con il nuovo sistema dei rifiuti porta a porta i volatili non trovano più riserve alimentari nei cassonetti e dunque diventano violenti perché affamati. Un problema per una città meravigliosa che si appresta ad introdurre la tassa di accesso per i turisti. Dalla quale, forse, andrebbe stornata una parte attribuibile al “pericolo gabbiani”.