Venezuela: l’iperinflazione sta distruggendo il paese

Una percentuale scandalosa per gli economisti che diventa soffocante nella vita di tutti i giorni

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I numeri, in Venezuela, non dicono quasi più niente. A novembre dello scorso anno, secondo il monitoraggio fatto dall’Assemblea nazionale,  c’è stata un’inflazione record: i prezzi sono aumentati in quel mese del 57%. 

Così il Venezuela è entrato nella temuta iperinflazione. E anche se la percentuale inflazionistica di questo novembre è ancora sconosciuta, ottobre ha portato la triplicazione dei prezzi rispetto allo scorso anno.

Una percentuale scandalosa per gli economisti che diventa soffocante nella vita di tutti i giorni. Venerdì, le autorità venezuelane hanno annunciato una svalutazione del 43% del bolivar. Il giorno prima avevano alzato lo stipendio del 150% .

L’indagine sulle condizioni di vita, presentata questa settimana dall’Università Cattolica Andrés Bello , mostra che il 48% delle famiglie venezuelane è povero, due punti in più rispetto a un anno prima. 
Questo è uno dei motivi che ha spinto 700.000 persone solo quest’anno a lasciare il paese. 
E come in tutti i recenti casi di iperinflazione, il dollaro è diventato sempre più comune per le transazioni: valute estere hanno sostituito il Bolivar e si è insediato un grosso mercato nero.

Tutto questo in un’economia infettata dalla liquidità voluta dal Governo che continua ad aggiungere denaro sul mercato per aumentare i salari provocando nuova inflazione.