Verso il default

L’impressione è che ci troviamo di fronte a un governo fragile quanto una barchetta nel bel mezzo di una tempesta furiosa

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Il governo giallo verde muove i suoi primi passi e già mostra non poche difficoltà nell’attuazione del contratto concordato. Emergono anche distingui all’interno della coalizione, preludio di una possibile spaccatura con conseguente crisi.

La ricerca spasmodica di visibilità da parte di Di Maio da un lato e di Salvini dall’altro, li porta a essere più attenti al consenso elettorale che agli effetti concreti dell’azione di governo. Infatti, finora, si è assistito esclusivamente a roboanti annunci da parte dell’uno o dell’altro, ai quali, però, non è successo proprio un bel niente. Senza considerare le minacce rivolte alla comunità europea che certamente non aiuteranno a risolvere i problemi del nostro Paese quando sarà il momento.

L’impressione è che ci troviamo di fronte a un governo fragile quanto una barchetta nel bel mezzo di una tempesta furiosa, che la sta affondando. Le preoccupazioni in tal senso sono giustificate dal comportamento dei mercati che, com’è noto, non guardano in faccia il colore politico del governo di turno, ma si basa sulle sue azioni. E, nel nostro caso, non sono certamente rassicuranti i proclami degli attuali governanti quando annunziano il varo di provvedimenti come il reddito di cittadinanza, l’abbassamento della tassazione o la minaccia di non pagare il contributo alla UE. Proclami che spaventano i mercati che vedono in questi annunci l’aumento del deficit di bilancio e del debito pubblico, rendendo il Paese più fragile e sempre meno capace di riprendersi. Quella che abbiamo di fronte è una situazione molto preoccupante che potrebbe portarci verso il baratro, incapaci di risalire la china. Con la conseguenza che gli investitori si allontanano sempre più dal sistema Italia, incapace di assicurare affidabilità per mancanza di riforma strutturali ma capace solo di continuare a scialacquare pur in mancanza di risorse finanziarie. Ecco quindi il perché di una sempre maggiore preoccupazione per il destino del nostro Paese, sempre meno credibile agli occhi della comunità europea e dei mercati esteri che hanno in mano più di un terzo del debito pubblico.

Ci vuole un atto di coraggio e  nel contempo di umiltà del governo affinché il Paese possa per davvero cambiare la tendenza di indebitarsi ancora di più, capace di guardare alla prospettiva utilizzando, innanzitutto, il buon senso del padre di famiglia facendo il passo compatibile con la misura della propria gamba. Diversamente, saremo destinati a raggiungere presto il default come già accaduto ad altri paesi europei.

Speriamo che nel governo prevalga l’interesse per il futuro del Paese operando con attenzione e lungimiranza.