Verso una nuova forma di democrazia?

Pubblichiamo lo studio del Professore Andrea Piraino Università degli Studi di Palermo.

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Diceva quasi testualmente Philip Kotler nel suo Democracy in Decline. Rebuilding its: la democrazia non è più un prodotto soddisfacente in quanto al cittadino è sottratto il potere di decidere, passato saldamente in mano a milionari e miliardari, a lobby e centrali mediatiche e finanziarie. Questa situazione, aggiungeva poi Giuseppe De Rita, ha determinato il distaccamento tra corpo sociale e potere. Con la conseguenza che il corpo sociale non accetta che il potere prescinda da esso ed invece diventi dipendente dal potere finanziario e dal mercato.

Il risultato oggettivo è che popolo e potere appaiono ormai dissociati: «soggetti indipendenti incapaci di comunicare». Rotti i canali di intermediazione, l’unico elemento che li accomuna resta la reciproca accusa di populismo. Che, come è stato detto, è la “malattia infantile” che colpisce la democrazia rappresentativa, che la sempre più marcata degenerazione tende a trasformare in democrazia “esecutoria”.

Insomma, la retorica populista avanza sempre di più e con la sua vision morale della politica, che tende a marcare la diversità del popolo dalle élites corrotte che devono essere spazzate via, nega ogni pluralismo all’interno del popolo

Verso una nuova forma di democrazia