BENEDETTO, FRANCESCO E IL PESO DELLA DIALETTICA.

La Chiesa non è lo Stato e la religione non è la politica. In ogni caso, lo straordinario affiancamento dei due Papi, Benedetto e Francesco, rivela come non vi debba essere necessariamente contrasto tra la forza delle convinzioni e la ricerca di punti comuni.

9076

La Chiesa non è lo Stato e la religione non è la politica. In ogni caso, lo straordinario affiancamento dei due Papi, Benedetto e Francesco, rivela come non vi debba essere necessariamente contrasto tra la forza delle convinzioni e la ricerca di punti comuni.

Marco Follini

La lunga convivenza dei “due Papi” contiene – anche – un messaggio involontariamente politico. Quella convivenza ci ricorda infatti che anche laddove sono in gioco princìpi cruciali e magari – a volte – cruciali differenze di opinione occorre cercare la via che conduce alla ricomposizione della comunità.

Non vorrei svilire l’argomento, che è così nobile, gettandolo impropriamente nel calderone arroventato della politica. Sia Francesco che Benedetto hanno misurato se stessi sul metro di una spiritualità profonda, accomunati dall’appartenenza alla stessa Chiesa e sottratti, tutti e due, a certe tentazioni che attraversano i percorsi della vita civile. Ma tutti e due si sono trovati anche, per dieci anni e più, a dar voce ad argomenti che non sempre erano perfettamente uguali gli uni agli altri. Cosa che hanno fatto però senza mai smarrire il senso di una missione comune.

Ora, è ovvio, la Chiesa non è lo Stato, e la religione non è la politica. Ma se si può trarre una piccola e forse impropria conseguenza da questo straordinario affiancamento dei due Papi, essa consiste nel fatto che non è affatto detto che vi debba essere contrasto tra la forza delle convinzioni e la ricerca di punti comuni. Poiché esisterà sempre una volta più ampia e accogliente sotto cui radunarsi. A patto di cercarla. La dialettica fa parte della vita e tanto più della politica che si nutre di dispute e conflitti. Ma una comunità bene ordinata – e tale è anche un Paese – dovrebbe imparare a fare in modo che le differenze trovino poi un luogo in cui cercare di ricomporsi.

Fonte: La Voce del Popolo – 4 gennaio 2023.

Si ringrazia il settimanale della Diocesi di Brescia per aver concesso l’autorizzazione a riprodurre l’articolo.