LA SCOMPARSA DI ALBERTO ALESSI, “UOMO GENEROSO E DALLA FORMAZIONE ENCICLOPEDICA”.

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Legato per ragioni familiari alla storia della Sicilia democristiana, non esitò a rompere, negli ultimi mesi, con quella che definì la “Dc coricata a destra”.

 

Redazione

 

Parlamentare della Dc per tre legislature, dal 1979 al 1994, Alberto Alessi si è spento ieri, dopo una lunga malattia, all’età di 83 anni. Era figlio Giuseppe Alessi, discepolo di Sturzo e primo presidente della Regione Siciliana. Dopo la fine della Balena Bianca, aderì al Ppi di Martinazzoli e nel 1994 al Ccd (partito nato dalla scissione a destra di Casini e Mastella).

 

Negli ultimi tempi aveva maturato un’idea più fedele alla tradizione del “centro democristiano”, rompendo clamorosamente con Totò Cuffaro in piena campagna elettorale. “…mi sono dimesso – gli scriveva ad ottobre scorso – da ogni carica e incombenza che riguardi il mio rapporto con una Dc coricata a destra, perché oggi il centro-destra in Italia si è estinto laconicamente e impera la destra-centro e dunque gli affari della Dc Nuova non mi riguardano più e Ti consiglio sommessamente di procedere correntemente e con prudenza, perché non vengano bruciate e ridotte in cenere le buone intenzioni”.

 

Tra le tante espressioni di cordoglio, riportiamo di seguito quella di Luigi Rapisarda:

 

“…Mirabile esponente della Democrazia cristiana, mai si risparmiò davanti alle grandi sfide nel nome dei supremi valori della libertà, della vita, della giustizia sociale e della pacifica convivenza tra i popoli. Uomo generoso e dalla formazione enciclopedica: molto apprezzate sono state le sue riflessioni nei diversi ambiti dell’esistenza umana, e le sue novelle, spesso pervase da sottile ironia, ma con allo sfondo, sempre, la grande speranza nell’universale cammino dell’Umanità. Fu, fino all’ultimo dei suoi giorni, attento osservatore, non solo delle dinamiche politiche di casa nostra. Molto gli giovò l’ineguagliabile intuizione in virtù della quale precedeva sempre gli altri nel prefigurare nuovi scenari politici e nuovi orizzonti. Né mai tenne in non cale il grande tema dell’Autonomia siciliana: onere morale che raccolse dall’eredità politica del padre Giuseppe, primo concreto artefice di questo lungo e laborioso percorso”.

 

 

In suo onore segnaliamo l’articolo che accettò di scrivere per Il Domani d’Italia, il primo maggio del 2020, con l’obiettivo di “rivelare” genesi e paternità della traccia utilizzata nel 1955 dal neo eletto Presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, in occasione del suo  insediamento davanti al Parlamento. Questo è il link per accedere al testo.

 

http://www.ildomaniditalia.eu/retroscena-e-interpretazione-del-discorso-di-gronchi-il-ruolo-di-mirabella/