POPOLARI, FU UN ERRORE SCIOGLIERE LA MARGHERITA PER FARE IL PD.

La precipitazione con la quale si è voluto organizzare un “partito nuovo” - così si celebrava la nascita del Pd - è stato un grave errore. Ora i Popolari denunciano il rischio di un clamoroso fallimento. Dispiace, ma non accade nulla per caso.

13341

Forse mi sbaglio: le mie informazioni le traggo solo dalla stampa. Non so fino a che punto l’amico Pierluigi Castagnetti, con la sua dura presa di posizione, anche verso Letta, rappresenti il vero “sentiment” dei popolari: “Se cambiate natura al partito (cioè il Pd) ne trarremo le conseguenze”.

Prendiamo atto di questo avvertimento, che gli fa onore, proprio perché è un autorevole presidente dell’Associazione ‘I popolari’, che si richiama al nome altrettanto impegnativo e “glorioso” del partito dei cattolici c.d. “democratici” impegnati in politica. “Una grande forza politica, come tutti sanno, a suo tempo fondata da Luigi Sturzo e poi ripresa nel rinnovamento strenuamente voluto dall’amico, Mino Martinazzoli, dopo sciagurato scioglimento della Dc. Una botta invereconda voluta da Buttiglione, che incominciava a scivolare verso il berlusconismo accattivante.

Va aggiunto che nel sistema politico italiano nasceva, dopo le scelte di Segni (ricordate la legge elettorale che intaccava proporzionale) e di Prodi, con l’ alleanza dell’Ulivo, l’idea di fare nascere e sviluppare, grazie alla positiva esperienza di governo, un bipolarismo all’italiana. Una cultura ed un sistema politico che è invece solo una peculiare e caratteristica della tradizione anglosassone o statunitense. E non nella esperienza dei paesi continentali europei.

Personalmente nel 2007 mi sono battuto, assieme a molti altri amici di area cattolica, contro quella scelta poco ponderata. Molti di loro, come chi scrive, dopo il disgusto e l’ amarezza si sono poi ritirati dalla vita politica attiva. La fusione della Margherita con i Ds è stata una fusione a freddo. Perché, allora e, con tutto rispetto delle rispettive “storie “politiche, i loro dirigenti non avevano capito o non volevano capire che con l’unificazione, due evidenti debolezze (Margherita e Ds) non potevano fare, unificandole, una solida e sufficientemente omogenea forza politica. Alla fine sarei curioso di sapere al riguardo cosa ne pensa Albertina Soliani che è stata inserita da Castagnetti per conto della sua associazione nel “Comitato per riscrivere l’identità del partito”, cioè del Pd.

A Pierluigi e agli amici che con lui sono confluiti nel Pd va ricordato che oggi pagano (e forse soffrono) per quella scelta sbagliata o non sufficientemente meditata. Diceva Dante Alighieri “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. In fondo mi dispiace. Ma essere severi con se stessi aiuta sempre.