VUOTO DI POTERE? IL DECLINO DELLA LEGA FA EMERGERE IL FALLIMENTO DELLA LEADERSHIP DI MATTEO SALVINI.

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“Se Enrico Letta ha perso le elezioni, Matteo Salvini è stato annientato. Dico Salvini perché è lui il responsabile di questo risultato […] Quale sarà il destino di Salvini lo scopriremo da qui ai prossimi sette otto mesi. Vedremo se si risposterà sul piano degli interessi del nord o se continuerà nella assurda richiesta di realizzare quel vuoto sogno tra Scilla e Cariddi. 

 

Gianfranco Moretton

 

Se è vero che il Pd alle politiche ha perso, chi ha davvero sorpreso negativamente è il risultato della Lega di Salvini.

 

Il Pd, grossomodo, è rimasto sulle cifre percentuali dei quattro anni precedenti, mentre la Lega è precipitata dal 34% del 2019, all’8% del 2022. In tre anni ha perso tre quarti del suo potere politico. I suoi voti sono stati tutti travasati in Fdi.

 

Se Enrico Letta ha perso le elezioni, Matteo Salvini è stato annientato. Dico Salvini perché è lui il responsabile di questo risultato. La fortuna del capo leghista va riconosciuta totalmente al fatto che nelle Regioni del nord, i Presidente delle stesse sono particolarmente stimati. A dir il vero, stimati sono Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, mentre Attilio Fontana è caduto anche lui in qualche disgrazia.

 

Se Salvini si batte ancora per la realizzazione del ponte sullo stretto di Messina, smarrirà ulteriormente le sue già flebili forze nei territori più fertili per il partito del carroccio. Non a caso Umberto Bossi, qualche giorno fa, ha lanciato un allarme proponendo un’area di pensiero ricollegabile alle vecchie radici di quel partito.

 

In tutto questo, i Presidenti di Regione, svettano per capacità amministrative e mantengono sempre alto il loro gradimento nelle due rispettive Regioni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Non è da escludere che abbiano tentato di fare uno sgambetto a Fedriga, dei due, sicuramente il più debole. Difficile dare una spallata al Veneto Zaia, ma non escludo abbiano tentato di far la foglia a quello più spinto ad est.

 

Dentro la Lega, quindi, si vivrà, da qui alle prossime regionali, una fastidiosa tensione. Tensione tra il potere acquisito da Massimiliano Fedriga, il quale intende proporre una sua lista, e la scalcagnata condizione leghista della nostra regione. 

 

Non c’è alcuna guida politica che sappia governare il pur significativo pacchetto di voti del carroccio. Qui, da noi [in Griuli Venezia Giulia, ndr], l’interesse di addensa totalmente sulla figura del Presidente della regione. D’altro non c’è nulla.

 

Quale sarà il destino di Salvini lo scopriremo da qui ai prossimi sette otto mesi. Vedremo se si risposterà sul piano degli interessi del nord o se continuerà nella assurda richiesta di realizzare quel vuoto sogno tra Scilla e Cariddi. 

 

Se le liste dei Presidenti dovessero far impallidire le cifre raccolte dalla Lega, Salvini potrebbe avere qualche spiacevole inconveniente. 

 

Troppi nodi si sono presentati al pettine, troppi cattivi risultati si sono accumulati negli ultimi due anni, sfiancata ormai la sua figura di leader, potrebbe capitare che oggi quello che è outsider, sia in grado di disarcionare colui il quale sta infilando una serie infinita di risultati negativi.